Tuesday, 15 January 2013

Dall'ovest all'est - Von West nach Ost


Dall’ultimo post di viaggio in Exmouth abbiamo fatto parecchi chilometri, anche se non abbiamo seguito esattamente il programma che ci eravamo fatti. Visto che non era possibile, intorno a capodanno, trovare un 4x4 in affitto per andare nell’Outback al Karijini National Park, e neanche una macchina qualunque per girare le spiagge di Exmouth (posto che, senza macchina, è totalmente e globalmente deprimente) abbiamo preso il primo volo possibile per tornare a Perth e approfittare di nuovo dell’ospitalità di Rambo.
Trovata finalmente un’auto ci siamo diretti a sud, passando da Dunsborough (capodanno in spiaggia), Margaret River (con passaggio da una cantina della zona, vini niente male), Augusta, Walpole (foreste di Karri), per arrivare fino alle spettacolari Greens Pool ed Elephant Rocks, poco a ovest di Denmark.
Risalendo verso Perth abbiamo fatto tappa di nuovo a Dunsborough, con l’idea di farci un’immersione in zona, saltata causa maltempo con magna incazzatura.

Seit unserem letzten Reisetagebucheintrag sind wir natuerlich nicht in Exmouth hocken geblieben, sondern haben wir diverse Kilometer hinter uns gebracht. Unser Plan von Exmouth aus mit einem Mietwagen in den Outback und in den Karijini National Park zu fahren, hat leider nicht geklappt, weil kein einziges Gefaehrt in akzeptierbarer Zeit aufzutreiben war. Ohne fahrbaren Untersatz waren wir dort komplett aufgeschmissen (Exmouth ist ein wirklich deprimierendes Oertchen und die Traumstraende sind ca. 60km entfernt ) und da wegen Silvester und Neujahr alles dicht machte, sind wir ins naechste Flugzeug zurueck nach Perth gesprungen, wo uns Rambo nochmal eine Nacht aufgenommen hat. 
Von dort ging’s dann endlich eine Woche in den Suedwesten in die beeindruckenden Karriwaelder und zu den schoenen Straenden und rauen Kuesten (Dunsborough, Pemberton, Margaret River, Augusta, Walpole, Denmark).

Canal Rocks (Dunsborough)

Dunsborough beach

Greens Pool (Denmark)

Elephant Rocks (Denmark)


Da Perth siamo poi partiti per Sydney, dove siamo stati 2gg. Sarà che l’ostello dove stavamo non era un granchè, sarà che il tempo non ci è stato particolarmente favorevole, ma non siamo rimasti particolarmente entusiasti... cioè, carina, ma niente di estremamente esaltante (a parte il parco dove ci siamo abbioccati un paio d’ore dopo l’arrivo alle 6.30 del mattino tra gli ibis che vagavano).
Trovato finalmente un campervan siamo partiti per il nord, facendo un paio di tappe lungo la strada a Port Macquarie e Ballina, belle spiaggie, siamo arrivati alla Gold Coast dove pensavo di farmi il corso Advanced di sub... pessima idea, la zona è un assembramento di hotel-grattacieli, auto, offerte di divertimento in totale contrasto con la tranquillità e la natura dell’ovest. Quindi abbiamo fatto dietro-front e siamo scesi a Byron Bay, più tranquilla e un po’ hippy, anche se comunque parecchio frequentata. Spiaggie lunghissime, acqua rinfrescante (pure troppo, oggi piove e fa un freddo dannato) e iguana, e tacchini selvatici che si aggirano nel campeggio. Awesome!

Danach ein Nachtflug nach Sydney mit einem irre heissen Tag zur Stadterkundung (43°C mit Foen!! Und am Morgen darauf nur unglaublich kuehle 22°C!!!) und zwei Tage spaeter sind wir mit unserem lange heiss ersehnten Campervan gen Norden aufgebrochen: Port Macquarie, Ballina und ein Abstecher von gerade einmal 2 Stunden an die so beruehmte Gold Coast. Als wir dort hineinfuhren, fanden wir uns in unserem persoenlichen Albtraum wieder: nach all der Weite Westaustraliens und der unglaublichen Natur, explodierte vor uns eine nicht endende Verguegungsmeile mit Autoschlangen, Hoteltuermen, Partyetablissements und einem Dschungel von tausenden von Angeboten fuer jegliche Aktivitaeten. Nee, das ging so gar nicht, da machten wir sofort wieder kehrt!
Und so sind wir momentan im alternativen und sehr esoterisch angehauchten, hippiemaessigen Byron Bay. Die weissen Sandstraende sind kilometerlang, das Wasser sehr erfrischend, Buschtruthaehne und Ibise tummeln sich auf unserem Campingplatz und wir haben es geschafft auch endlich tauchen zu gehen! Awesome!


Sydney

Jucy sleeper van

Tallow Beach, Byron Bay
Tallow Beach, Byron Bay




Gli Aussies – Die Aussies


E dopo piante e animali ecco qualche particolarità degli Aussies.

Wie versprochen, folgt dem Post ueber Australiens Tier- und Pflanzenwelt ein Eintrag ueber die Australier (“Aussies”, sprich “Ossis”) selbst. 

Non c’è Aussie senza Barbie – Kein Aussie ohne Barbie

Il titolo dice tutto: non esiste un australiano senza Barbie, non la bambola ma il barbecue. Il BBQ può cominciare già dalla colazione, usato per fare uova, bacon e toast e poi si continua a pranzo e a cena con tradizionali salsicce, bistecche (ottimo il canguro...), hamburger ecc.
Ognuno ha il suo barbie, ma si trovano ovunque quelli pubblici, di solito a gruppi di almeno 2 o 4, ovviamente nei campeggi, nelle aree pic-nic, nei parchi, vicino alla spiaggia, con i loro bravi tavoli e panche per consumare il cucinato. E sempre con i loro bravi bagni, solitamente pure puliti. Fare un barbie è cosa veloce, visto che è a gas e non a carbonella. Lo sporco è limitato all’unto sulla piastra di metallo e raramente li abbiamo trovati davvero sporchi. Ottima cosa!!!

Die Ueberschrift sagt es eigentlich schon: ein Australier ohne Barbie ist kaum vorstellbar; wobei Barbie nicht fuer die Barbiepuppe steht, sondern fuer BBQ oder Barbecue. Das BBQ wird schon zum Fruehstueck angestellt, um Spiegeleier, Bacon, Wuerstchen und Toast zu machen, weiter geht’s mit dem Mittagessen und – ganz klar – abends gibt’s dann ein Steak (auch Kaenguru – das ist sehr lecker!) oder aehnliches.
Barbies stehen hier ueberall, immer mindestens 2 oder 4 gleich auf einmal: auf Campingplaetzen sowieso, aber v. a. auch auf allen oeffentlichen Picknickplaetzten! Und davon hat jeder Park, jeder Ort, fast jeder Strand, mindestens einen, inklusive Tischen und Baenken, Klohaeuschen (und zwar sauber, mit Klopapier und Seife!) und oft auch mit einem Trinkwasserhahn.
Ein Barbie ist schnell und einfach zu bedienen: Knoepfchen druecken und die Metallplatte wird per Gas in null komma nix geheizt. Fleisch und/oder Gemuesescheiben drauflegen  - und das Abendessen ist in wenigen Minuten organisiert. Wir finden: das ist klasse!!!



Modi di dire – Sprachliche Feinheiten

How are you going, mate?

Barbie a parte, gli australiani sono generalmente aperti e amichevoli. Il saluto standard “How are you going, mate?” è di solito pronunciato tutto d’un fiato, come fosse una parola sola. Le risposte possono essere “good” o “not too bad”.

Chiunque è “mate” (non esattamente traducibile… comunque informale), senza limiti di età o altro. Un esempio pratico l’abbiamo avuto dalla nostra amica Sharon, quando per entrare in un parcheggio ha semplicemente chiamato la sciura di mezza età che bloccava il passaggio con la porta aperta dicendole: “Would you mind closing that door for me, mate, so I can pull in next to you?”. Easy!

Mai trovato un posto dove fosse più facile attaccare discorso senza impegno con praticamente chiunque.

Neben dem Barbie, ist es sicher die Offenheit und Freundlichkeit, die die Australier am meisten auszeichnet. Die Standard-Begruessungsformel “How are you going, mate?” wird moeglichst in einem Atemzug und ohne Unterbrechung, als ob es sich um ein einziges Wort handelte, gesprochen. Passende Antworten koennen sein “good” oder “not too bad”.
Ob im Laden, auf der Strasse oder irgendwo auf dem Campingplatz, jeder ist allgemein ein “mate” (sehr unvollstaendig uebersetzt mit “Freund/Kumpel”). Das reicht ueber etwaige Altersunterschiede hinaus; so rief unsere Freundin Sharon einer etwas korpulenteren Endvierzigerin sehr freundlich und entspannt zu, als sie neben dieser parken wollte und es auf Grund der sperrangelweit geoeffneten Autotuer nicht konnte: “Would you mind closing that door for me, mate, so I can pull in next to you?”.
Noch nie war es einfacher und netter mit Leuten ins Gespraech zu kommen, sich auszutauschen, sich zu nichts verpflichtet zu fuehlen und ein Angesprochenwerden auch nie als aufdringlich zu empfinden.

No worries, mate!
E soprattutto abbiamo “No worries, mate!” (o talvolta: “No worries at all”), più simpatico e caloroso del britannico “You’re welcome” per dire “Prego” o anche “Non c’è problema”. Per tornare all’esempio precedente: Scuira “Oh, I am sorry!” – Sharon: “No worries, mate!”
Und das allerwichtigste ist “No worries, mate!” – dies ersetzt und ist so viel sympatischer und waemer als das britische “You’re welcome!” oder das deutsche “Kein Problem!”.  Und um beim Autotuerenbeispiel zu bleiben: Korpulentere Endvierzigerin “Oh, I am sorry!” – Sharon: “No worries, mate!”

Awesome!!!
E per finire: Australia and the Aussies are definitely awesome!!! Quì tutto è “awesome”, cioè “great”, per dire super, figo, o qualunque altro possibile sinonimo.

Und zum Abschluss: Australia and the Aussies are definitely awesome!!! Alles ist hier “awesome”, also “great”, d. h. super, spitze, geil, lecker, wunderschoen, ….



Monday, 7 January 2013

Natura australiana – Kurioses und Interessantes australischer Natur

Tra le cose che rendono interessante un viaggio, ci sono le scoperte che si fanno di animali, piante ecc, quindi ne raccontiamo alcune che abbiamo incontrato finora.

Oft sind es Geschichten, Beobachtungen und Fakten ueber Land und Leute, die unseren “Alltag” hier so interessant machen. Deshalb hier einige Kuriositaeten der Fauna und Flora des Landes. Wir fangen mit den Pflanzen und Tieren an und schreiben dann wann anders ueber die Australier selbst.

L’albero di natale australiano - Der australische Weihnachtsbaum

A parte le decorazioni natalizie molto kitsch che si trovano per le strade, in natura si trova un albero definito l’albero di natale australiano, con fiori arancione brillante. Il nome deriva dal fatto che raggiunge la massima fioritura proprio intorno a natale. Il nome scientifico è Nuytsia floribunda e per gli Aborigeni è una pianta sacra, in quanto ogni albero sarebbe il contenitore delle anime di una famiglia. Ovviamente non è permesso cogliere i fiori o rompere rami.

Neben all der kitschigen, glitzernden Weihnachtsdeko in den Strassen und den Einkaufspassagen, stehen hier noch ganz andere, unerwartete Weihnachtsbaeume in der Buschlandschaft. Der australische Weihnachtsbaum hat orangefarbenen Blueten und hat so gar nichts mit unseren euopaeischen Bildern von Christbaeumen zu tun. Diese Baeume heissen umgangssprachlich so, weil sie um die Weihnachtszeit herum zu bluehen anfangen. Ihr botanischer Name ist Nuytsia floribunda und fuer die Aborigines sind sie heilige, da zu jeder Familie mindestens ein solcher Baum gehoert und in ihm die Seelen der Verstorbenen wohnen. Es ist somit natuerlich verboten Blaetter oder Blueten zu pfluecken.



Grass tree - Grassbaeume

A prima vista questa piñata ci sembrava una delle tante specie di palme, magari un po’ bassetta, ma Sharon ci ha spiegato che si tratta di tutt’altro. Le foglie sono steli a sezione quadrata, che si spezzano di netto, molto apprezzati dai bambini come fruste e il tronco ha una sezione vuota nel mezzo, con un buco in cima da cui esce il fiore (alla lontana simile a un’agave). Una particolarità di questa pianta è che cresce di 1mm all’anno, quindi quelle alte un paio di metri che abbiamo visto erano decisamente vecchie. Inoltre a volte le piante possono sembrare morte, ma vengono lasciate dove si trovano perchè si possono “risvegliare” dopo alcuni anni e ritornare verdi.

Und um in der vielfaeltigen Baumwelt Australiens zu bleiben: auch die Grassbaeume haben uns sehr beeindruckt. Beim ersten Hinschauen haben sie uns an eine Palmenart erinnert, aber Sharon hat uns erklaert, dass es sich um eine eigene Spezies, die Grassbaeume, handelt. Kindern macht es wohl viel Spass die duennen Wedel/Zweige abzubrechen und sie als seine Art Peitsche zu benutzen, sie sind naemlich vierkantig undsind leicht abzubrechen. Das besondere an diesen Gewaechsen ist, dass sie vor Urzeiten entstanden sind und pro Jahr nur einen Millimeter wachsen! Wir haben viele Grassbaeume gesehen, die bestimmt bis zu zwei Metern gross waren und folglich sehr alt waren! Selbst die, die abgestorben erscheinen werden in Parks so belassen, da die Moeglichkeit besteht, dass diese in einigen Jahren wieder “aufwachen” und gruen werden.

  



Karri, Jarrah, Tingle & Co.

Per molto tempo il legname è stato un’importante fonte di ricchezza per l’Australia, grazie alle foreste di Eucalipto che coprono il Sudovest. Ne abbiamo visitate alcune, scoprendo le varie specie che le costituiscono: Karri, Jarrah e Tingle.
Alcuni di queste giganti raggiungono i 75 m di altezza, con una circonferenza del tronco fino a 20m. In passato alcuni alberi sono stati scelti per costruisci delle piattaforme da cui monitorare gli incendi nei boschi. Ora questo servizio viene svolto prevalentemente con gli aerei ed è possibile per il pubblico salire su alcune di queste piattaforme, tramite dei pioli infilati nel tronco. Ovviamente non ho perso l’occasione e sono salito sulla piattaforma del Gloucester Tree, a 61m da terra. Spettacolare e divertente.
Camminando per i boschi si nota che molti di questi alberi sono bucati alla base, a volte addirittura da parte a parte. La causa sono di solito incendi e insetti, ma la cosa davvero notevole è che la pianta continua a vivere e crescere.

Die Baeume hier haben es uns definitiv angetan! Vor allem seit wir den Suedwesten Westaustraliens bereist haben. Dort sind die grossen Waelder der riesigen, hunderte von Jahre alten Karri-, Jarrah- und Tingle-Eukalypten. Ganz Australien duftet nach Eukalyptus, aber in dieser Gegend ist der wuerzige Gerucht nach sonnenwarmem Harz und Oel noch einmal staerker – wir koennen uns kaum sattriechen.
Bis zu 75 Meter kann ein Karribaum in den Himmel wachsen. Einige von ihnen wurden als Feuerausgucke bis Mitte des 20. Jahrhunderts benutzt (und teilweise auch noch heute, wenn die Wetterbedingungen Hubschrauberfluege unmoeglich machen!). Stef ist den 61 Meter hohen Gloucester Tree hinauf geklettert. Ich habe es mich nicht getraut.
Die rote Art der Karri hat teilweise einen Stammumfang von bis zu 20 Metern mit Wurzeln, die nicht weit in die Tiefe reichen, sondern sehr nah an der Oberflaeche liegen. Bei einigen kann man in die Staemme hinein- oder sogar hindurchlaufen, weil diese durch Insekten, Bakterien und Feuer von innen ausgehoehlt wurden und trotzdem noch stehen und weiterwachsen!








Canguri - Kaengurus

Il Caversham Wildlife Park è stata una delle prime cose che abbiamo visitato in Australia, pieno di bestie più o meno strane. All’interno del parco c’è un’area piena di canguri e wallabies, che si possono osservare e toccare (tendenzialmente loro ti ignorano totalmente... anche se un po’ di cautela è consigliabile, specialmente con i maschi più grossi, che sono davvero dei bei bestioni). Una cosa che abbiamo scoperto è che una femmina può “gestire” fino a 4 piccoli – detti Joeys – contemporaneamente, in diversi stadi di formazione: 1 Joey già uscito dal marsupio, che a volte ancora viene allattato; 1 Joey nel marsupio; 1 embrione in uno dei 2 uteri e infine un ovulo fecondato ma tenuto in una sorta di stasi nel secondo utero.

Und natuerlich war der Caversham Wildlifepark fixer Punkt unseres Programms der ersten Tage in Australien, da man in diesem Tierpark u. A. viele Kaengurus hautnah erleben und steicheln kann. Dass Kaengurus Beuteltiere sind, ist keine Neuigkeit, aber dass eine Kaengurumutter Kinder (die sogenannten “Joeys”), in vier unterschiedlichen Stadien auf einmal managen kann war uns neu. Nummer eins: das Joey, dass dem Beutel schon entwachsen ist, um die Mutter herumhuepft und noch ab und an Milch aus dem Beutel trinkt ; Nummer zwei: das Joey, dass im Beutel lebt und sich dort von der muetterlichen Milch ernaehrt; Nummer drei: ein Kaenguruembrio, das in einer der beiden Gebaermuttern heranwaechst und – jetzt kommt’s – Nummer vier: ein befruchtetes Ei, das die Kaengurumutter in ihrer zweiten Gebaermutter auf “stand-by” haelt, bis Kind drei geboren ist und Kind zwei aus dem Beutel raus ist!






Pappagalli - Papageien

Invece di piccioni, passeri e simili, sugli alberi si trovano un’infinità di pappagalli di tutti i colori, che fanno un casino infinito, sia in città che fuori.

Es kraechzt und keift auf allen Baeumen und buntes Gefiedertes bevoelkert Rasenflaechen und den Himmel: Papageien und Kakadus sind ueberall, als waeren sie dem naechtsgelegenen Zoo entfluechtet! So scheint es uns auf jeden Fall. Ob in der Stadt oder ausserhalb in der Buschlandschaft, es gibt viel mehr Papageien als Tauben oder Moewen hier!




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Friday, 4 January 2013

Tour costa Nord-Ovest (Western Australia): parte 2 - Nordwest-Kuestentour (Westaustralien): Teil 2


27/12/12 Coral Bay -> Exmouth

Giornata “libera” a Coral Bay, quindi decidiamo che per la mattinata faremo un paio d’ore di snorkeling portati sul reef con una jetboat. Visto che la partenza è alle 10 possiamo dormire un pochino di più, che è sempre cosa buona e giusta. Con noi viene Faith, anche se ha detto che praticamente non sa nuotare. Infatti si limita a una pucciatina assieme al capitano della barca.  

Anche se i colori e la varietà di pesci non stanno a pari con quelli visti nelle immersioni in Thailandia, vediamo comunque una grossa tartaruga e, almeno io, uno squalo di un paio di metri (un Black Tip Reef Shark) che però era un po’ distante, almeno una quindicina di metri, troppo lontano per le foto.


Wir koennen etwas laenger schlafen, weil wir erst um 10 Uhr zum Schnorcheln fahren. In einer kleinen Gruppe rasen wir auf einem Jetboot auf’s Meer hinaus und irgendwo zwischen Strand und den grossen Wellen “Breakers”, die ueber das Ningaloo Reef brechen, halten wir und schnorchels. Auch wenn wir gleich zu Beginn eine grosse Meerschildkroete sehen, die langsam unter uns schwimmt und Stef beim zweiten Mal sogar einen Riffhai in ca. 15 m Entfernung, gibt es recht wenig Korallen und Fische. Da wir im Mai in Thailand tauchen waren und dort eine unglaubliche Farbexplosion der Unterwasserwelt erlebt haben, sind wir zugegebenermassen ein bisschen enttaeuscht.






Quando rientriamo c’è ancora un po’ di tempo prima della partenza e facciamo un giro sulla spiaggia con Robbie fino alla Shark Nursery nella baia a fianco. Ci sono effettivamente un sacco di pesci, per capire se sono davvero squali bisognerebbe entrare ma non ci sembra il caso... oltre ai baby ci sono pure dei bestioni neri che potrebbero essere i genitori. Prima di tornare c’è ancora tempo per un bagnetto, visto che l’acqua è goduriosissima.

Verso le 16 si riparte alla volta di Exmouth, cena BBQ e partite a Jenga tutti assieme (con birra, of course).


Als wir wieder im Backpackers sind, haben wir noch genug Zeit einen kleinen Strandspaziergang zu unternehmen. Unser Ziel ist eine nahe gelegene Bucht, in der Babyhaie heranwachsen. Das Wasser ist voller Getier, aber wir sind uns nicht sicher was harmloser Fisch und was Babyhai ist. Um das heraus zu finden, haetten wir ins Wasser muessen und das haben wir lieber gelassen. Als wir von einer Duene auf die Bucht hinabschauen, sehen wir einige grosse schwarze Haie, die vom tieferen Wasser in das flachere schwimmen – die Babyhaie werden wohl gut von ihren Eltern beaufsichtig.
Wir gehen zum sichereren Strand und Badewasser zurueck und vergnuegen uns im erfrischenden Tuerkis, bis wir um 16 Uhr wieder in den Bus Richtung Exmouth steigen, wo wir am fruehen Abend ankommen.




Termitai lunga la strada per Exmouth
Termitenhuegel auf dem Weg nach Exmouth

28/12/12 – Exmouth (Turquoise Bay)

Ultimo giorno col gruppo, passato in spiaggia. Si parte tardi, una tappa al Vlamingh Lighthouse con vista panoramica e arriviamo a Turquoise Bay dove, come dice il nome, l’acqua è turchese e la temperatura è ottima.

Il primo giro di snorkeling lo facciamo nella baia principale, dove vediamo parecchi pesci da barriera e coralli, una stella marina... Anne vede anche una razza maculata che io mi perdo.
Dopo pranzo partiamo per un altro giro con Toby, stavolta nella baia a fianco. Visto che ci ha avvisato che la corrente è piuttosto forte, con lui andiamo solo noi 2 e Nico. Quì è molto meglio, pieno di pesci e coralli (in certi punti rischiamo anche di toccarli, tanto è bassa l’acqua) ed effettivamente la corrente in uscita è davvero forte, per tornare alla spiaggia bisogna spingere seri. Al ritorno mi faccio un ultimo giretto nella prima baia e becco anch’io la razza... dannato pesce, appena cercavo di avvicinarmi un po’ per una foto schizzava via come un missile.

Alla sera, dopo aver fissato i letti per la notte e quindi cambiato stanza (2 volte, nella prima che ci hanno assegnato c’era un francese con piedi puzzolenti assolutamente insopportabile...) ceniamo ancora col gruppo – anche se non sarebbe compreso nel pacchetto Toby e Luke ci invitano lo stesso – e passiamo la serata a chiacchierare.  


Unser letzter Tag mit unserer Truppe; waehrend morgen alle wieder Richtung Sueden und nach Perth fahren, haben Stef und ich beschlossen uns in Exmouth einen Mietwagen zu suchen und in den 700 km entfernten Karijini National Park zu fahren.
Da wir viele Stunden am Strand und damit unter der heissen Sonne verbringen werden, geht’s erst spaeter los. Um 10.30 steigen wir in den Bus, schauen vom Vlaming Lighthouse auf das unter uns liegende Kap, die am Horizont noch gerade ausmachbaren Grossschiffe und das blaue Meer. Danach geht es zu unserem eigentlichen Ziel: Turquoise Bay. Der Name macht der Bucht alle Ehre – das Wasser ist tuerkisblau und ein weisser Sandstrand tut sein uebriges – wir wollen nicht mehr weg!

Wir schnorcheln sofort los, sehen Korallen, Fische, einen blaugetupften kleinen Stachelrochen, einen Seestern, etc. Es macht viel mehr Spass als gestern auf dem Jetboot, vielleicht auch, weil es mit der Gruppe, Toby und Luke einfach lustiger und vertrauter ist. Nach einer guten Stunde, geben wir der Vernunft nach, gehen aus der Sonne und ruhen uns unter den Schattensegeln am Rande des Strands aus, essen was und planen unseren naechsten Schnorchelgang.

Gleich ums Eck liegt eine andere Bucht, in der man noch besser schnorcheln kann. Toby meint, das ist nur was fuer gute Schwimmer, da es dort eine starke Meeresstroemung gibt. Letztendlich sind es nur wir drei Italiener (ja, auch ich ;-) ), die mit ihm losziehen. Nur wenige Meter vom Strand entfernt liegt eine enorme Korallenbank und wir schwimmen direkt drueber! Wir vermeiden groessere Bewegungen mit unseren Flossen, weil wir Angst haben, etwas unter uns zu beschaedigen oder haengen zu bleiben. Es ist ziemlich aufregend und gleichzeitig wunderbar, was wir da an marinem Leben sehen. Toby gibt mir zu verstehen, dass er irgendwo links von uns einen Hai gesehen hat und will ihn mir zeigen, aber ich sehe ihn nicht – war auch nicht wirklich so scharf drauf! Als wieder Richtung Strand steuern, bekommen wir die volle Kraft der Stroemung zu spueren. Wir muessen uns ganz schoen anstrengen, um dagegen anzukaempfen und wieder am Strand anzukommen. Fazit: Super war’s!!!

Zurueck im Backpackers beziehen wir unseren neuen Schlafsaal, da wir offiziell nicht mehr zu Gruppe dazu gehoeren. Toby laedt uns trotzdem zum Abendessen und Fruehstueck (um 6:30 Uhr!)  am naechsten Tag ein. 




Mosche a volontà, basta ignorarle
Die laestigen Fliegen sind unsere staendigen Begleiter





Wednesday, 2 January 2013

Tour costa Nord-Ovest (Western Australia): parte 1 - Nordwest-Kuestentour (Westaustralien): Teil 1


Post extra lungo, visto che ultimamente non abbiamo avuto la possibilità di scrivere e connetterci.

Da wir die letzten Tage keinen Internetzugang (und meist auch kein Handynetz) hatten, hier ein deutlich laengerer Eintrag als sonst, um Euch von unserer Nordwest-Kuestentour zu erzaehlen.

24/12/12 Perth -> Lancelin -> The Pinnacles -> Kalbarri National Park
Un dettaglio che non abbiamo considerato prima di partire è che gli australiani in questo periodo hanno le vacanze di natale. E quelle estive.  Risultato: impossibile trovare un’auto in affitto (nè, tantomeno, un campervan). Anche trovare posti in cui dormire si prospettava estremamente difficile. Per fortuna abbiamo trovato un tour di 5gg a cui aggregarci per andare verso nord. Il 24/12 siamo quindi partiti (alle 7 del mattino!!!) in un minibus con rimorchio assieme a 9 compagni di provenienza assortita - Giappone, Brasile, Cina, Irlanda del Nord, USA, Germania, Pakistan e Italia.

Da wir auf Grund der Ferienzeit hier keinen Mietwagen oder Camper ergattern konnten und auch Uebernachtungsmoeglichkeiten momentan sehr rar sind, haben wir uns eine 5-taegige Tour entlang der Nordwestkueste von Perth nach Exmouth gebucht. Um 7 Uhr morgens geht es los in einem Kleinbus mit Anhaenger und 9 anderen Reiselustigen aus Japan, Brasilien, China, Nordirland, USA, Deutschland, Pakistan und Italien.

Lancelin
Il primo posto in cui ci portano le guide Toby e Luke è Lancelin, per fare sandboarding. In pratica il concetto è lo stesso dello snowboard, solo che invece delle montagne si scende dalle dune, che qui sono alte, ripide e bianche (da lontano fanno davvero l’effetto di montagne innevate), con vista sull’oceano di un azzurro spettacolare.
I primi giri li facciamo seduti sulla tavola, frenando con mani e piedi e riempiendoci di sabbia ovunque, ma poi proviamo in piedi e aumenta il divertimento, così come le cadute.
Quando risaliamo sul bus abbiamo una panatura totale, sabbia nei capelli, orecchie, naso, occhi, vestiti... ma molto soddisfatti. L’ideale sarebbe stato un bel tuffo in mare, ma era ora di partire per la prossima tappa.

Unsere Reiseleiter Toby und Luke bringen uns zum Sandboarden nach Lancelin. Die Sandduenen sind riesig und schneeweiss. Mit einer tollen Aussicht auf das tuerkisfarbene Meer, tragen wir unsere Sandboards in der Hitze die Duenen hinauf und versuchen uns sitzend an einem flacheren Abhang. Fast sofort bleiben wir im feinen Sand stecken, obwohl wir die Bretter gut gewachst haben. Deshalb machen wir uns gleich an die steilere Abfahrt. Das klappt super und so geht’s weiter zum naechsten Schwierigkeitsgrad: richtig sandboarden, und zwar auf dem Brett stehend. Das laeuft besser als gedacht und so duesen wir einige Male runter. Anstrengend ist es, sich jedes mal wieder unter der gleissenden Sonne den steilen Hang hinaufzukaempfen, waehrend einem der aufkommende Wind Sand ins Gesicht blaest. Als wir wieder im Bus sitzen sind wir komplett mit Sand paniert: Sand in den Haaren, in den Ohren, in der Nase; Sand rieselt aus den Hosentaschen und klebt an jedem erdenklichen Koerperteil und Kleidungsstueck – egal, das war es wert!




The Pinnacles
La tappa successive è stata ai Pinnacles, sorta di “torri” rocciose (arenaria, mi pare...) alte fino a 3/4m sparse in una pianura ovviamente immensa, come tutto da queste parti, coperta di sabbia dello stesso identico colore della farina di mais per la polenta. A quanto pare l’origine di queste formazioni risalirebbe alla pietrificazione delle radici di alberi preistorici. Notevole.

Weiter geht’s zu den Pinnacles, einer weitlaeufigen maisgelb-farbenen Gegend mitten im Busch (aber was ist in Australien nicht weitlaeufig?!), die mit unterschiedlich geformten Saeulen und Tuermen aus Sandstein bedeckt ist.  Niemand weiss wirklich, wie die da hingekommen sind. Wahrscheinlich ist, dass es sich um die Wurzeln urzeitlicher Baeume handelt.



Kalbarri National Park
Prima di pranzo tappa obbligata a un bottle shop per fare provvista di birra per i giorni successive (da queste parti l’alcool lo vendono solo in negozi dedicati) ci siamo fermati per un pranzo Aussie-style: BBQ sulla spiaggia.
Verso le 20 arriviamo a destinazione per la prima notte nel Kalbarri National Park... e ad una sospirata doccia rimuovi sabbia. Abbastanza strana come vigilia di natale, caldissimo e con l’aria profumata di eucalipto e con le stelle tutte diverse. 

Nachdem sich unsere Gruppe in einem Bottle Shop mit Bier fuer die kommenden zwei Tage eingedeckt hat (Alkohol darf hier nur in dafuer ausgewiesenen Geschaeften verkauft werden, also nicht im Supermarkt), gibt es Mittagessen nach Aussie-Manier mit BBQ am Strand.
Gegen 20 Uhr erreichen wir unsere Unterkunft fuer die erste Nacht im Kalbarri National Park. Es ist Heiligabend, aber es fuehlt sich so gar nicht danach an. Es ist zu warm mit hoher Luftfeuchtigkeit, es riecht nach Eukalyptusbaeumen und wir haben einen wunderschoenen, aber ganz fremden Sternenhimmel ueber uns. 


25/12/12 Kalbarri National Park -> Shell Beach -> Monkey Mia

Kalbarri National Park

Il mattino successivo si parte presto con destinazione Nature’s Window. L’orario è reso necessario dalle temperature che si raggiungono in questi posti, solo la settimana precedente un ragazzino è morto per un colpo di sole. Quindi, dopo un ¾ d’ora di pista sabbiosa, ci attrezziamo con acqua, cappello, crema solare e ci incamminiamo. A dire il vero il percorso era abbastanza breve, quindi non ci sono stati particolari problemi. La “Window” è un buco nella roccia da cui si ha una splendida vista su un’ansa del Murchinson River. Bellissimo panorama e notevoli colori degli strati rocciosi.

Pausa pranzo al Billabong Roadhouse, con vento bollente e il termometro a 44° C.

Fruehmorgens fahren wir ueber sogenannte Highways (Schnellstrassen!!) zu Nature’s Window. Die Sandpiste wechselt zwischen Gelb- und Rottoenen und wir koennen uns kaum satt sehen an der Natur und Farbenpracht. Eine Metalltreppe fuehrt uns in die Felslandschaft hinab. Wir sind mit Wasserflaschen, Sonnenhut und –brille sowie viel Sonnenccreme ausgeruestet. Die Sonne brennt unerbittlich vom Himmel und erst vor ein paar Tagen ist ein Junge bei einer laengeren Wanderung hier auf Grund eines Hitzeschlags ums Leben gekommen. Wir brauchen nur 15 Minuten biz zu unserem Ziel. Der Blick in die Schlucht und den Murchinson River, der sich hindurch schlaengelt ist unglaublich und durch unser “Naturfenster” (Nature’s Window) gesehen ist alles noch einmal eindrucksvoller.

Wir machen Mittagspause am Billabong Roadhouse; als wir aussteigen zeigt das Thermometer 44°C im Schatten an und es blaest ein heisser Wind.

Kalbarri National Park

Il gruppo - Unsere Gruppe

Nature's Window
Shell Beach
Sosta successiva a Shell Beach, una spiaggia formata, come dice il nome, da piccole conchiglie (per un certo periodo le hanno anche utilizzate per fare mattoni). Ne approfittiamo per un bagnetto, piacevole anche se non eccessivamente rinfrescante, l’acqua salatissima è a temperatura brodo e per arrivare a una profondità decente – più di 40cm – bisogna fare 150-200m. In compenso il colore è un bellissimo turchese. Da notare che di tutto il gruppo solo noi italiani (Anne inclusa) abbiamo pucciato altro che i piedi.

Endlich erreichen wir Shell Beach, ein Strand, der – wie schon der Name besagt – aus kleinen, schneeweissen Muscheln besteht. Wir stuerzen uns ins sehr salzige, bruehwarme und tuerkisgruene Wasser! Es war trotzdem erfrischend!



Monkey Mia
Dopo altre 2h di viaggio arriviamo a Monkey Mia, in tempo per un bagnetto (con birra) pre-cena. Poco dopo il tramonto è il momento di un punto speciale del nostro programma: un incontro con un aborigeno della zona (Capes). Lo seguiamo sotto la luna piena fino a un falò che aveva preparato sulla spiaggia, dove siamo accolti dal fumo di sandalo (che tradizionalmente allontana gli spiriti e porta buoni sogni). Alcuni uomini (tra cui io) vengono designati per portare e poi suonare il Didgeridoo – non facile ma qualcosa è venuto fuori... probabilmente me la sono cavata meglio che con gli altri strumenti che ho provato in passato. Capes ci racconta costumi e tradizioni aborigene, ci insegna alcune parole, arrostisce pesce fresco si fa accompagnare da noi mentre, col Didgeridoo, riproduce il suono di alcuni animali. Una serata coinvolgente e molto interessante!

Nach weiteren 2 Stunden Fahrt erreichen wir Monkey Mia und gehen sofort noch einmal im Meer schwimmen.  Kurz nach Sonnenuntergang haben wir einen sehr speziellen Programmpunkt auf unserer Reiseagenda: ein Treffen mit einem Aborginee der Gegend (Capes). Bei fast Vollmond und einem tollen Sternenhimmel sitzen unsere Gruppe mit anderen Touris um ein Lagerfeuer am Strand. Capes verteilt an einige Maenner Didgeridoos, u. A. an Stef, und begruesst uns mit dem Rauch von “Sandalwood”, das - laut Capes – boese Geister fern haelt und gute Traeume bringt. Er lehrt uns einige Worte in seiner Sprache, erklaert uns Braeuche und Traditionen, braet frisch gefangenen Fisch ueber dem Feuer und leitet Stef & co. zum Didgeridoo spielen an. Wir fuehlen uns in eine andere Welt versetzt. Eine wirklich eindrucksvolle und interessante Nacht!



26/12/12 Monkey Mia -> Stromatolites -> Coral Bay

Monkey Mia
Altra sveglia presto: alle 7.45 appuntamento per il pasto dei delfini: i Ranger danno un po’ di pesce a 5 delfini selvatici che hanno scelto la spiaggia come luogo di residenza e alcuni spettatori hanno la possibilità di partecipare. Anche 3 pellicani si fanno una passeggiata tra la folla posando per le foto.

Und schon wieder stehen wir frueh auf: um 7:45 schauen wir der Fuetterung von fuenf wilden Delfinen am Strand zu. Drei Pelikane stolzieren zwischen uns Zuschauern umher und sind offenbar scharf darauf fuer Fotos zu posieren.


The Stromatolites
Andiamo poi a vedere gli Stromatoliti, organismi viventi (colonie di batteri) tra i più antichi del mondo che rilasciano ossigeno nell’atmosfera.

Und weiter geht’s Richtung Norden. Wir schauen uns die Stromatolites an, die zu den aeltesten lebenden Organismen der Erde gehoeren und Sauerstoff produzieren. 


Nel pomeriggio passiamo da Geraldton per una strada bordeggiata da piantagioni di banane e manghi. Nonostante sia una delle città principali del West Australia, è davvero piccola e sembra totalmente deserta, tutto il gruppo la trova piuttosto deprimente.

Più tardi, dopo aver guidato parecchio circondati dal nulla, ci troviamo in una piccola tempesta di sabbia e pioggia e, quando finisce, ci fermiamo per qualche foto dell’arcobaleno a est e del tramonto (i cui colori cambiano a una velocità impressionante) a ovest. A questo punto si è fatto tardi e manca ancora più di 1h per arrivare a Coral Bay. Questo significa che ci troviamo a guidare al buio, incontrando bestie varie ai lati e in mezzo alla strada – pecore, capre, vacche, canguri... guida stressante per il povero Toby, con Luke a fare da vedetta per le bestie suicide. 

In Geraldton sehen wir der Strasse entlang Bananen- und Mangoplantagen; es ist eine der groesseren Staedte in Westaustralien, aber uns kommt sie ziemlich verlassen vor. Die weitlaeufigen, ungenutzten Flaechen auf denen gerade einmal ein paar magere Buesche im Sand wachsen und die wie aus Karton gebaut aussehenden einstoeckigen Haeuser finden wir deprimierend.

Spaeter, als wir wieder durch die rote Buschlandschaft fahren, kommt ein kleiner Sandsturm auf mit etwas Regen. Weit entfernt sehen wir einen Regenbogen und halten am Strassenrand an, um den eindrucksvollen Sonnenuntergang, der die Wolken im Zeitraffer von rosa ueber orange zu dunklem lila faerbt, mitzuverfolgen. Wir sind spaet dran; wir brauchen noch eine volle Stunde bis nach Coral Bay und mit dem anbrechenden Abend wird das Wild der Wueste aktiv. Kaengurus springen entlang und ueber die Strasse, Wildziegen, Schafe und Kuehe grasen wenige Meter entfernt oder waermen sich auf dem noch vom Tag aufgeheizten Strassenbelag. Waehrend Toby umsichtiger faehrt, sucht Luke konzentriert mit den Augen die Strassenraender ab und warnt Toby vor “Suizid-gefaehrdetem” Getier. Nix ist passiert!



... e presto arriverà la seconda parte.
... und demnaechst folgt Teil 2.